Debutta a Palermo “Rosalia Sinibaldi – Il Musical”, produzione che ripercorre la vita della Santuzza con il linguaggio del teatro musicale. L’appuntamento è fissato per venerdì 20 settembre alle 21, al Teatro Apparte, e propone un racconto scenico che intreccia biografia, devozione popolare e memoria dei luoghi, con l’obiettivo di rendere accessibile a un pubblico ampio la storia della patrona della città.
L’opera è firmata dalla Compagnia Teatrale dell’Aurora, guidata dal presidente Salvatore Tarantino. La drammaturgia porta la firma di Rosa Mingoia, che costruisce una trama capace di muoversi tra i momenti chiave dell’esistenza di Rosalia, dal ritiro eremitico fino alla venerazione che ne ha fatto un simbolo identitario per Palermo. La regia è affidata a Calogero Spina, chiamato a tenere insieme coralità e intimità del racconto, mentre le coreografie sono curate da Giorgia Cipolla, con numeri pensati per sostenere il ritmo narrativo e dare corpo scenico ai passaggi più evocativi.
Protagonista in scena è l’attrice Irene Trapani, chiamata a una prova che unisce interpretazione e canto, sostenuta da un ensemble che alterna quadri d’insieme e assoli. La partitura sonora e i momenti cantati puntano a un equilibrio tra suggestioni contemporanee e richiami alla tradizione, con arrangiamenti pensati per valorizzare la dimensione spirituale della vicenda senza rinunciare al respiro dello spettacolo.
Il progetto si inserisce in un percorso di valorizzazione delle radici culturali e religiose del territorio, con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Palermo. Accanto al palco, infatti, c’è un lavoro di ricerca iconografica e storica che mira a restituire fedeltà ai contesti e alle fonti, senza appesantire il fluire drammaturgico. L’intento dichiarato è quello di coniugare tradizione e contemporaneità: restare aderenti alla storia e, allo stesso tempo, parlare al cuore di spettatori di oggi, incluse le generazioni più giovani che al musical guardano come a un genere di immediata fruizione.
Sul fronte scenografico prevalgono soluzioni essenziali e trasformabili, pensate per evocare i luoghi della memoria rosalianea con rapidi cambi di quadro: dalla solitudine dell’eremo alla città in festa, fino alle immagini della devozione popolare. Anche i costumi seguono questa linea, con una tavolozza che richiama i colori della pietra e della luce mediterranea, evitando ridondanze per mantenere centrale la figura della protagonista.
La produzione sottolinea la dimensione comunitaria dell’iniziativa: un atto d’amore verso le proprie radici che unisce arte, fede e tradizione, e che ambisce a trasformare la biografia di una santa in un’esperienza di teatro totale. L’auspicio è che il debutto al Teatro Apparte diventi occasione di incontro tra pubblico, patrimonio spirituale e creatività contemporanea, proiettando la storia di Rosalia oltre i confini della celebrazione per farne racconto condiviso, vivo e partecipato.

