A Raffadali un controllo sul territorio si è trasformato in un intervento mirato su un settore delicato come quello della distribuzione dell’acqua, dove autorizzazioni e requisiti igienico-sanitari non sono formalità, ma garanzie essenziali per la salute pubblica. I Carabinieri della Stazione locale, impegnati in servizi di vigilanza finalizzati al rispetto della legalità, hanno individuato un uomo di 59 anni del posto mentre, secondo quanto accertato nell’immediatezza, stava vendendo acqua senza disporre delle necessarie autorizzazioni.
L’attenzione dei militari si è concentrata sulle modalità operative utilizzate. Nel corso dell’intervento è stato riscontrato che l’uomo aveva predisposto la propria autovettura per il trasporto dell’acqua: sul mezzo era stato installato un serbatoio in vetroresina con capienza di circa 500 litri, ritenuto funzionale all’attività di vendita abusiva. A quel punto l’operazione è stata interrotta e l’intero assetto impiegato, dal veicolo alle attrezzature, è stato sottoposto a sequestro per impedire la prosecuzione della condotta contestata.
Parallelamente, è scattata la parte più sensibile dell’accertamento: la verifica sulla qualità dell’acqua trasportata. Personale dell’Azienda Sanitaria Provinciale ha proceduto al campionamento, passaggio necessario per avviare gli approfondimenti igienico-sanitari previsti e chiarire se il prodotto fosse compatibile con gli standard richiesti. In un ambito come questo, la tracciabilità e il rispetto delle procedure rappresentano un nodo centrale, perché la vendita al di fuori dei canali autorizzati sottrae ai controlli ufficiali un bene destinato al consumo e può esporre i cittadini a rischi che, per loro natura, non sono immediatamente percepibili.
Gli ulteriori accertamenti svolti nell’immediatezza hanno inoltre evidenziato un altro elemento ritenuto significativo: l’uomo, sempre secondo quanto ricostruito, si sarebbe allontanato dal proprio posto di lavoro senza la necessaria autorizzazione per dedicarsi all’attività illecita. Per questo motivo è stato deferito in stato di libertà con ipotesi di reato che comprendono la truffa aggravata ai danni dello Stato, l’esercizio arbitrario di professione e l’utilizzo di acqua pubblica senza autorizzazione.
L’intervento si inserisce in una cornice di controlli che, viene sottolineato, proseguiranno su tutto il territorio per prevenire e contrastare ogni forma di vendita abusiva, in particolare quando riguarda beni e servizi che incidono direttamente sulla sicurezza della comunità.
Si rappresenta infine che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, le responsabilità dell’indagato saranno definitivamente accertate solo all’esito del giudizio.

