Un’operazione di controllo capillare del territorio, condotta con discrezione e precisione dai militari dell’Arma, ha scoperchiato un presunto giro illecito di approvvigionamento e rivendita di risorse idriche tra i comuni di Camastra e Naro. Protagonista della vicenda è un uomo di sessantuno anni, residente a Naro e dipendente comunale, che è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento. Le accuse che pendono sul suo capo delineano un quadro complesso di illegalità: furto aggravato, esercizio abusivo della professione e frode in commercio. L’uomo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe messo in piedi un vero e proprio “business parallelo” durante l’orario in cui avrebbe dovuto prestare servizio presso gli uffici pubblici, risultando invece ingiustificatamente assente dal proprio posto di lavoro.
L’intervento è scattato grazie all’attività sinergica dei Carabinieri della Stazione di Camastra, supportati dai colleghi della Stazione di Naro. Durante uno specifico servizio di osservazione, predisposto proprio per monitorare eventuali irregolarità sul territorio, l’attenzione delle pattuglie è stata catturata da un autocarro Iveco 145. Il mezzo pesante, appositamente allestito come autobotte per il trasporto di liquidi, è stato individuato in via Petruzzella, nel comune di Camastra. Qui, il sessantunenne è stato sorpreso nell’atto di prelevare indebitamente ingenti quantitativi di acqua da una fontana pubblica, sottraendo di fatto una risorsa destinata alla collettività per fini privati.
I militari non si sono limitati a constatare il prelievo abusivo, ma hanno deciso di seguire gli spostamenti dell’autobotte per comprendere la destinazione finale del carico. Il pedinamento ha condotto le forze dell’ordine fino a Naro, precisamente in via Colapuma. È qui che il cerchio si è chiuso: gli investigatori hanno documentato la consegna dell’acqua presso un’abitazione privata. La fornitura, lungi dall’essere un atto di cortesia, avveniva dietro il pagamento di una somma di denaro, configurando così l’attività commerciale illecita.
Le conseguenze immediate dell’operazione sono state molteplici. Il veicolo utilizzato per il trasporto e la vendita, l’Iveco 145, è stato posto sotto sequestro. Inoltre, data la natura delicata della merce venduta, è stato richiesto l’intervento del personale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento. I tecnici dell’ASP hanno proceduto al campionamento dell’acqua contenuta nella cisterna per effettuarne le analisi chimico-fisiche e verificarne le condizioni di salubrità, a tutela della salute pubblica. La posizione del dipendente comunale è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, dovrà accertare le effettive responsabilità penali nel corso del futuro giudizio di merito.
