La spirale di violenza domestica che aveva trasformato la vita di due donne in un vero e proprio inferno quotidiano è stata interrotta questa mattina a Favara, grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri della locale Tenenza. Sotto la guida del Primo Luogotenente Paolino Scibetta, i militari dell’Arma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Agrigento. A finire in manette è un quarantacinquenne del luogo, le cui iniziali sono L.A., un volto già tristemente noto alle forze dell’ordine e definito dagli inquirenti come un soggetto pluripregiudicato. Le accuse che pendono sul suo capo dipingono un quadro di brutalità reiterata: maltrattamenti in famiglia aggravati da minacce di morte e aggressioni fisiche.
Le indagini hanno scoperchiato una realtà fatta di soprusi costanti e di un clima di terrore che non risparmiava nessuno all’interno delle mura domestiche. Le vittime principali della furia dell’uomo erano la moglie e l’anziana madre. Nei confronti della consorte, il quarantacinquenne aveva instaurato un regime di paura, fatto non solo di aggressioni verbali e ingiurie, ma di percosse fisiche e intimidazioni letali. La violenza, tuttavia, non si limitava al rapporto coniugale: anche la madre dell’indagato è stata bersaglio di minacce di morte, costretta a subire condotte vessatorie ripetute nel tempo che avevano annientato la serenità familiare.
L’escalation criminale dell’uomo ha raggiunto il suo apice in un episodio di particolare gravità, che testimonia la pericolosità sociale del soggetto e la sua totale mancanza di autocontrollo: l’incendio dell’automobile della moglie. Questo gesto, un chiaro avvertimento di stampo intimidatorio, ha rappresentato il culmine di una serie di danneggiamenti che hanno convinto l’Autorità Giudiziaria della necessità di adottare la misura restrittiva più severa. Non si tratta, d’altronde, della prima volta che il quarantacinquenne finisce nei guai con la giustizia per reati contro la persona. Il suo casellario giudiziale riporta una pesante condanna precedente: qualche anno fa, infatti, era stato condannato alla pena di quattro anni e venti giorni di reclusione per violenza sessuale perpetrata ai danni di un’altra donna.
L’arresto di questa mattina chiude dunque un cerchio di violenza che durava da troppo tempo. Dopo le formalità di rito espletate presso la caserma di Favara, l’uomo è stato trasferito direttamente in carcere, dove rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria, ponendo fine, almeno per il momento, all’angoscia delle sue vittime.

