L’incidente questa mattina in centro: il 55enne stava effettuando una manutenzione quando la copertura si è frantumata. Ha riportato fratture multiple, indagini sulla sicurezza del cantiere.
AGRIGENTO – Il rumore del vetro che si infrange, poi il tonfo sordo sull’asfalto. È finita nel sangue una domenica mattina di lavoro nel cuore di Agrigento, dove un intervento di manutenzione ordinaria ha rischiato di trasformarsi in tragedia. Un operaio edile di 55 anni è ora ricoverato in ospedale con pesanti traumi dopo essere precipitato nel vuoto da un’altezza di tre metri.
L’allarme è scattato intorno alle 9:30. Secondo la ricostruzione effettuata dai Carabinieri giunti sul posto, l’uomo — dipendente di una ditta locale — era salito sulla sommità di un’abitazione privata per eseguire dei lavori di riparazione. La dinamica dell’incidente suggerisce un cedimento strutturale improvviso: l’operaio avrebbe inavvertitamente poggiato il peso su una lastra in vetro, probabilmente un lucernario o una vecchia copertura, che non ha retto. La superficie si è sgretolata sotto i suoi piedi, facendolo precipitare al piano sottostante senza alcun appiglio.
L’impatto al suolo è stato violento. I colleghi e alcuni residenti, richiamati dal frastuono, hanno immediatamente attivato la catena dei soccorsi. Sul posto è giunta un’ambulanza del 118 che ha stabilizzato il ferito e lo ha trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio”.
Il bollettino medico parla di condizioni serie, ma stabili: il 55enne ha riportato fratture multiple in diverse parti del corpo a causa della caduta e dell’impatto. I medici hanno sciolto la prognosi stabilendola in quaranta giorni, salvo complicazioni, disponendo il ricovero per monitorare l’evoluzione del quadro clinico.
Mentre i sanitari si occupavano del ferito, nel cantiere è scattata la fase degli accertamenti. I militari dell’Arma hanno effettuato i rilievi per verificare se tutte le normative previste dal Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro fossero state rispettate. L’indagine dovrà chiarire se l’area di rischio fosse stata adeguatamente segnalata e se l’operaio fosse dotato, al momento del crollo, dei dispositivi di protezione individuale necessari per i lavori in quota, anche a basse altezze.

