Il mito come chiave per leggere il presente, la tragedia classica come strumento per parlare di pace, conflitti e riarmo. Un grande maestro del teatro contemporaneo, Gabriele Vacis, porta la sua visione potente e radicale nel cuore della Sicilia, sui monti Sicani, per il secondo capitolo di โNรณstos โ Parole del mito nei borghi del mitoโ. Tre spettacoli, o meglio tre “meditazioni” su Prometeo, Le Fenicie e I Sette a Tebe, che attraverseranno i borghi agrigentini di Santa Elisabetta, Joppolo Giancaxio e SantโAngelo Muxaro dal 26 al 28 settembre. Un rito collettivo che unisce la parola antica alle comunitร locali, trasformando piazze e vicoli in un palcoscenico a cielo aperto.
โNรณstosโ, che in greco significa “ritorno”, รจ un progetto di teatro diffuso ideato dalla giornalista Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori, con l’obiettivo di riportare il racconto delle origini proprio in quei luoghi che ne sono custodi silenziosi. L’iniziativa, promossa dai tre Comuni, fa parte di un piรน ampio metaprogetto di rigenerazione culturale e sociale finanziato con i fondi del PNRR, volto a valorizzare l’attrattivitร dei borghi della Valle dell’Akragas. Dopo un primo capitolo di successo a maggio con il Teatro alla Guilla, l’entusiasmo รจ palpabile, come conferma Angelo Tirrito, sindaco di SantโAngelo Muxaro, a nome anche dei colleghi di Santa Elisabetta e Joppolo Giancaxio: “ร stata una festa per l’intera comunitร , non vediamo l’ora di ripetere l’esperienza”. Un sentimento condiviso da Laura Anello, che sottolinea come questi spettacoli “entrano nei grandi temi del nostro presente: la guerra, il dolore, la vendetta”, diventando “esperienza viva” vissuta insieme alle comunitร .
A dare corpo a questa visione sono la regia di Gabriele Vacis e l’energia del Collettivo PoEM (Potenziali Evocati Multimediali), un gruppo di giovani attori e autori. Per Vacis, i miti non muoiono mai; sono un ciclo continuo che si rigenera, offrendo spunti per decifrare la contemporaneitร . La loro ricerca scenica non รจ una semplice riproposizione, ma una vera e propria meditazione collettiva che parte da una domanda fondamentale: “Come รจ cominciato tutto questo?”. Le loro performance itineranti saranno inoltre precedute da laboratori aperti ai residenti, per rendere la comunitร parte integrante della narrazione.
Il viaggio teatrale inizierร venerdรฌ 26 settembre a Santa Elisabetta con la โMeditazione su Prometeoโ. L’eroe che rubรฒ il fuoco agli dรจi viene riletto come un Cristo moderno, un uomo di oggi con le sue paure e la sua voglia di emergere, che rivendica la giustezza della sua ribellione contro il potere. Si proseguirร sabato 27 a Joppolo Giancaxio con la โMeditazione su Le Fenicieโ di Euripide, dove la riflessione si concentra sulla follia della guerra fratricida tra Eteocle e Polinice, contrapponendo la violenza degli uomini alla disperata ricerca di pace delle donne. Il gran finale sarร domenica 28 settembre a SantโAngelo Muxaro con la โMeditazione su Sette a Tebeโ. Partendo dalla tragedia di Eschilo, gli attori esploreranno la vigilia della guerra, l’attesa e la paura, collegando il conflitto tra i due fratelli alle guerre che oggi insanguinano il mondo e al dibattito assordante sul “riarmo”.

