Un altro viaggio della speranza si è concluso con una tragedia nelle acque al largo di Lampedusa. Una motovedetta della Guardia Costiera ha soccorso un barchino con a bordo 63 migranti, ma durante le operazioni di salvataggio è stata fatta una scoperta straziante: tra i sopravvissuti si trovava anche il corpo senza vita di una persona che non ha superato la traversata.
L’operazione di soccorso è stata condotta dalla motovedetta CP322 della Guardia Costiera, che ha intercettato l’imbarcazione in difficoltà a diverse miglia dalla costa. Una volta raggiunta la “carretta del mare”, i militari hanno tratto in salvo i 63 superstiti, tra cui 18 donne e 3 minori. Il gruppo, sbarcato a molo Favarolo, è composto da persone provenienti da Camerun, Mauritania, Costa d’Avorio, Gambia, Guinea, Mali, Senegal e Sudan.
Le condizioni di salute di alcuni dei migranti sono apparse subito precarie: due di loro, al momento dello sbarco, sono stati immediatamente trasferiti al Poliambulatorio dell’isola per ricevere le cure necessarie.
Per uno dei passeggeri, purtroppo, non c’era più nulla da fare. La salma è stata trasportata direttamente alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana, dove nelle prossime ore verrà effettuata l’ispezione cadaverica per accertare le cause del decesso. Questo ennesimo dramma del mare riporta tragicamente l’attenzione sulle condizioni disumane e sui pericoli mortali che affrontano coloro che tentano di raggiungere l’Europa attraverso il Mediterraneo.

