Santo Stefano Quisquina – Potranno proseguire i lavori per la realizzazione del pozzo “Monnafarina” e della condotta di adduzione all’acquedotto Voltano. Lo ha stabilito il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (TSAP), che nella fase cautelare ha respinto la richiesta del Comune di sospendere il progetto approvato dall’Assemblea Territoriale Idrica Agrigento – ATO 9 e da AICA.
La vicenda nasce dal ricorso presentato dal Comune al TAR Sicilia–Palermo contro gli atti di ATO 9 e AICA. In quel giudizio l’ente d’ambito, assistito dall’avv. Girolamo Rubino, aveva eccepito il difetto di giurisdizione in favore del TSAP. Il TAR ha accolto l’eccezione e dichiarato il difetto di giurisdizione, invitando le parti a rivolgersi al giudice competente. Riassunta la causa davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, ATO 9 e AICA si sono costituiti sostenendo la legittimità dell’iter approvativo del progetto; il TSAP, condividendo tali difese nella fase cautelare, ha rigettato l’istanza del Comune.
L’effetto pratico è immediato: l’iter per il pozzo Monnafarina può andare avanti. L’opera rientra nel quadro degli interventi previsti dall’Ordinanza del Capo della Protezione Civile per fronteggiare la grave crisi idrica che affligge ampie aree della Sicilia. Una volta realizzato, il nuovo punto di captazione contribuirà ad aumentare la disponibilità di risorsa, soprattutto nei mesi più caldi, alleggerendo la pressione sulla rete e migliorando l’affidabilità degli approvvigionamenti per i cittadini.
Resta pendente il merito del giudizio davanti al TSAP, che valuterà nel dettaglio le questioni sollevate dal Comune. Nel frattempo, però, il cantiere può procedere secondo il cronoprogramma definito da ATO 9 e AICA, con l’obiettivo di accelerare un’opera considerata strategica per la sicurezza idrica del comprensorio.

