Un’operazione su vasta scala per aggiornare le mappe del rischio alluvioni e rafforzare gli strumenti di prevenzione contro il dissesto idrogeologico. L’Autoritร di bacino della Presidenza della Regione Siciliana ha avviato un imponente servizio da 870 mila euro per la revisione della pericolositร idraulica in 70 comuni dell’isola, considerati aree prioritarie per l’instabilitร del territorio. L’iniziativa, che si concluderร a novembre 2026, รจ un passo fondamentale per adeguare la pianificazione regionale alla direttiva europea sul rischio alluvioni.
Il progetto, affidato a un raggruppamento di professionisti guidato dalla Sering Ingegneria e dall’Universitร Kore di Enna, avrร una durata di 420 giorni e consentirร di aggiornare due strumenti cardine per la gestione del territorio: il Piano per lโassetto idrogeologico (Pai) e il Piano di gestione del rischio alluvioni (Pgra). L’obiettivo รจ quello di avere un quadro conoscitivo dettagliato e attuale, indispensabile per pianificare interventi di mitigazione efficaci e per proteggere la sicurezza dei cittadini.
L’attivitร sul campo sarร complessa e articolata. Il servizio prevede l’esecuzione di rilievi topografici di precisione e la successiva elaborazione di un modello digitale del terreno. Su questa base verranno condotti studi idrologici e sofisticate modellazioni idrauliche per simulare gli eventi di piena e i loro potenziali effetti. I risultati di queste analisi porteranno alla creazione di nuove e piรน accurate mappe di pericolositร e di rischio idraulico. I dati raccolti serviranno anche a predisporre le schede di fattibilitร per la piattaforma nazionale Rendis, il repertorio utilizzato per programmare e finanziare gli interventi per la difesa del suolo.
In questo complesso lavoro, sarร cruciale la collaborazione dei 70 enti locali coinvolti, che saranno chiamati a condividere tutta la documentazione utile in loro possesso, come studi e indagini giร realizzati in passato. Con questo intervento, la Regione Siciliana conferma il proprio impegno nella lotta al dissesto idrogeologico, passando da un approccio emergenziale a una strategia basata sulla conoscenza scientifica del rischio e sulla pianificazione preventiva, unica vera arma per difendere un territorio tanto bello quanto fragile.

