Un gesto crudele, un incendio che ha tutta l’aria di un avvertimento o di un atto di pura malvagità. Un pensionato di 80 anni ha visto una parte della sua masseria, e soprattutto i suoi animali, consumati dalle fiamme in un rogo di quasi certa origine dolosa divampato a Casteltermini. Undici pecore sono morte carbonizzate all’interno del loro recinto, intrappolate da un muro di fuoco che non ha lasciato loro scampo. Sull’inquietante episodio la Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta.
Il rogo è divampato in contrada “Currà”, in piena campagna. Secondo una prima ricostruzione effettuata dai Carabinieri, le fiamme sarebbero state appiccate a un cumulo di sterpaglie situato nelle immediate vicinanze della proprietà dell’anziano. Complice il vento, l’incendio si è rapidamente esteso, raggiungendo in pochi istanti il recinto dove si trovava il gregge. Per le undici pecore non c’è stata alcuna possibilità di salvezza: chiuse all’interno della recinzione, sono state avvolte e uccise dalle fiamme.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco per domare l’incendio e mettere in sicurezza l’area, ma per gli animali non c’era ormai più nulla da fare. I Carabinieri della stazione di Casteltermini hanno immediatamente avviato le indagini, effettuando i rilievi e raccogliendo la testimonianza del pensionato.
Gli elementi raccolti sembrano indirizzare gli inquirenti sulla pista del dolo. Resta da capire il movente che si cela dietro un gesto tanto spietato, che ha colpito un anziano allevatore e i suoi animali. Non si esclude nessuna ipotesi: da una ritorsione legata a dissidi personali a un atto vandalico fine a se stesso. Saranno ora le indagini, coordinate dalla Procura, a tentare di dare un nome e un perché a chi ha appiccato il fuoco, lasciandosi alle spalle una scia di morte e desolazione nelle campagne dell’agrigentino.

