Notti insonni, musica a palla e continue lamentele. Alla fine, la pazienza dei residenti del centro di Licata è finita e le loro segnalazioni hanno portato a un intervento mirato dei Carabinieri. Il titolare di un noto locale della movida è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento con l’accusa di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. A incastrarlo sono stati i rilievi fonometrici dell’Arpa, che hanno certificato in modo inequivocabile il superamento dei limiti di inquinamento acustico.
L’operazione è scattata nella notte di sabato, ma affonda le sue radici in un malcontento che durava da tempo. Da settimane, infatti, i residenti della zona segnalavano ai Carabinieri l’impossibilità di riposare a causa del volume assordante della musica proveniente dal locale, che andava ben oltre l’orario consentito. Di fronte al ripetersi delle lamentele, i militari della Compagnia di Licata hanno deciso di organizzare un controllo specifico, richiedendo l’intervento del personale tecnico dell’Arpa di Agrigento.
Durante il blitz, mentre la musica animava la serata del locale, i tecnici hanno posizionato le loro apparecchiature e hanno effettuato le misurazioni. L’esito ha confermato quanto lamentato dai cittadini: i decibel emessi dal locale superavano ampiamente i limiti previsti dalla legge per le ore notturne. Con le prove scientifiche in mano, per i Carabinieri è stato possibile procedere con la denuncia a carico del titolare dell’attività.
Questo intervento rappresenta una risposta concreta delle istituzioni al problema della “malamovida”, un fenomeno che spesso vede contrapposti il diritto al divertimento e all’impresa da un lato, e il sacrosanto diritto dei residenti alla quiete e al riposo dall’altro. La denuncia a Licata serve da monito: la musica può continuare, ma nel rispetto delle regole e della convivenza civile.

