PALMA DI MONTECHIARO — Un vigneto è finito nel mirino di ignoti nelle campagne del territorio comunale. In un appezzamento di proprietà di un bracciante agricolo cinquantacinquenne, qualcuno ha reciso i tiranti zincati che sostengono i filari, facendo collassare a terra circa 150 piante di uva. Un’azione mirata, condotta direttamente sulla struttura portante dell’impianto, che ha compromesso in pochi istanti lavoro, tempo e risorse investite nella coltivazione.
La dinamica accertata dagli agenti del Commissariato cittadino è nitida: l’intervento sui cavi di sostegno ha innescato l’effetto domino lungo i filari, piegando i tralci e trascinando al suolo pali e vegetazione. Il risultato è un danno immediato alla produzione e alla futura resa delle piante coinvolte. La stima economica preliminare parla di circa 8.000 euro, cifra che tiene conto sia della perdita del raccolto sia dei costi per il ripristino dell’impianto e per l’eventuale sostituzione delle parti compromesse.
La Procura della Repubblica di Agrigento, informata senza ritardi dell’accaduto, ha aperto un fascicolo a carico di ignoti con l’ipotesi di reato di danneggiamento. Le indagini sono affidate alla Polizia del Commissariato di Palma di Montechiaro, che sta ricostruendo tempi e modalità dell’episodio, con l’obiettivo di individuare eventuali responsabilità. Al momento, non vengono diffuse ulteriori informazioni operative, nel rispetto della riservatezza dell’inchiesta.
Per il proprietario del terreno, oltre al danno economico, si aggiunge l’impatto pratico: rimettere in sesto i filari richiederà interventi tecnici sulle armature, nuovi tiranti e una valutazione agronomica dello stato delle piante, molte delle quali potrebbero aver riportato lesioni non immediatamente visibili. In un settore scandito da stagioni e tempi di maturazione, il crollo della struttura di sostegno comporta inevitabili ripercussioni sulla pianificazione dei lavori nei campi.
L’episodio mette in evidenza la vulnerabilità delle colture quando sono colpite alla base dei loro sistemi di sostegno. In assenza di elementi sul movente, resta la fotografia di un atto che ha prodotto un danno concreto e misurabile, ora al centro di accertamenti formali. La linea è quella del rigore: ricognizioni in area, analisi dei punti di accesso ai terreni e verifica di eventuali tracce utili. La fase investigativa dirà se dai rilievi emergeranno indizi in grado di orientare verso i responsabili di un gesto che, in poche ore, ha cancellato il lavoro di una stagione.


