Quasi mezzo chilo di marijuana nascosto in innocue buste di patatine. È quanto hanno scoperto i finanzieri del Comando provinciale di Caltanissetta nel corso di un intervento che rientra nel filone investigativo “Delivery Express”, avviato lo scorso gennaio per contrastare il rifornimento delle piazze di spaccio nissene.
Le Fiamme Gialle del Gruppo di Caltanissetta, dopo un’attività preliminare di controllo e analisi delle dinamiche sul territorio, hanno individuato un’autovettura in transito nel capoluogo e l’hanno fermata. A bordo c’erano due giovani dell’Agrigentino che, secondo la ricostruzione degli investigatori, stavano trasportando circa 500 grammi di marijuana. La sostanza era occultata dentro confezioni di snack, un espediente pensato per eludere controlli visivi e fiutate rapide, ma non sufficiente a sottrarsi alle verifiche approfondite di polizia economico-finanziaria.
Il sequestro è scattato in flagranza di reato. Su disposizione dell’Autorità giudiziaria i due sono stati arrestati; successivamente, il giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica e ritenendo solide le evidenze investigative rappresentate, ha convalidato l’arresto disponendo nei loro confronti la misura cautelare dell’obbligo di dimora sull’intero territorio siciliano.
Secondo le stime degli inquirenti, se immessa al dettaglio nelle piazze di spaccio, la marijuana sequestrata avrebbe potuto generare introiti superiori a 9.000 euro. Un giro d’affari che conferma l’interesse economico delle reti locali di smercio e la necessità di interventi rapidi su fasi di trasporto e consegna, ritenute nevralgiche per interrompere la catena dell’approvvigionamento.
Dalla Guardia di finanza arriva la sottolineatura del perimetro in cui si muove l’operazione “Delivery Express”: prevenzione e repressione dei reati che alimentano allarme sociale, con una presenza costante sul territorio in linea con le direttive dell’Autorità prefettizia. Un modello d’azione che mette insieme osservazione, analisi dei flussi e interventi mirati, con l’obiettivo di ridurre disponibilità e diffusione di sostanze stupefacenti.
Resta fermo che, per tutti gli indagati, vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Le attività investigative proseguono per definire l’intera filiera del traffico e verificare eventuali ulteriori responsabilità o collegamenti con altri episodi di spaccio nell’area nissena.

