Il passato di Canicattì si prepara a svelare nuovi segreti. Partirà ufficialmente lunedì 1 settembre la nuova campagna di scavi archeologici nel sito di Vito Soldano, un’importante area di epoca romana. L’indagine, frutto della consolidata collaborazione tra l’Università Georg-August di Gottinga, in Germania, e il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, si concentrerà sull’approfondimento di scoperte emerse nel recente passato che promettono di arricchire la conoscenza storica del territorio.
Il cantiere vedrà all’opera un team internazionale guidato dal professor Johannes Bergemann e dai dottori Rebecca Klug e Julius Roch per l’ateneo tedesco, e dalla dottoressa Maria Serena Rizzo per il Parco. Parteciperanno attivamente alle ricerche 9 studenti dell’università di Gottinga e 4 dell’università di Palermo, in un proficuo scambio accademico. L’obiettivo scientifico è preciso: saranno realizzati nuovi saggi stratigrafici sul pianoro che sovrasta l’antiquarium per indagare alcune anomalie geofisiche rilevate nel 2023. Le indagini preliminari dello scorso anno avevano già confermato la presenza di strutture murarie a sud del settore termale già noto, e ora gli archeologi cercheranno di definirne con esattezza la planimetria, la funzione originaria e la cronologia, aggiungendo un nuovo, prezioso tassello alla mappa dell’antico insediamento.
L’area di Vito Soldano è un sito di eccezionale interesse che si estende per diversi ettari. Le ricerche, iniziate negli anni ’50, hanno portato alla luce i resti di un imponente edificio termale pubblico di epoca romana, completo di ambienti per i bagni caldi (calidarium), tiepidi (tepidarium) e freddi (frigidarium), riscaldato da un ingegnoso sistema di aria calda che circolava sotto il pavimento. Al di sotto di questa struttura è stato individuato un impianto ancora più antico, forse un bagno privato (balneum), databile tra il I secolo a.C. e il I d.C.. In epoca successiva, dopo l’abbandono delle terme, il sito fu riconvertito a polo produttivo, con la costruzione di almeno sei fornaci per la lavorazione della terracotta, come testimoniano gli scarti di tegole decorate ritrovati in loco. La frequentazione del sito è attestata fino all’VIII secolo d.C..
Come da apprezzata consuetudine, anche questa campagna di scavi sarà condotta con la formula del “Cantiere aperto”, offrendo a tutti i visitatori la straordinaria opportunità di assistere in diretta al lavoro degli archeologi, un modo per rendere la ricerca storica accessibile e condivisa con la comunità.

