A Canicattì si ripetono i furti all’interno del cimitero comunale di via Nazionale: spariscono fiori, piante, vasi e perfino piccole statue. Episodi che, nel tempo, hanno alimentato malumore e richieste di maggiore tutela da parte dei cittadini, molti dei quali invocano l’installazione di un sistema di videosorveglianza per scoraggiare i vandali e individuare i responsabili.
Sollecitazioni arrivate fino a Palazzo di Città, dove il sindaco Vincenzo Corbo ha chiarito la posizione dell’amministrazione. Il primo cittadino ha spiegato che l’ipotesi di collocare telecamere all’interno del camposanto non può essere accolta per ragioni legate alla tutela della privacy. Una scelta, quella di non installare videocamere tra i viali e le cappelle, che risponde a considerazioni di carattere normativo e al rispetto della riservatezza in un luogo particolarmente sensibile, frequentato da persone che vi si recano per commemorare i propri cari.
La presa di posizione non equivale però a una sottovalutazione del problema. Lo stesso sindaco ha lanciato un appello pubblico rivolto a chi compie questi gesti, definendoli lesivi non solo del decoro, ma soprattutto del sentimento delle famiglie: “Ridate serenità a chi già soffre per la perdita di un proprio congiunto”. Parole che richiamano al senso civico e alla responsabilità individuale, nella consapevolezza che il danno arrecato colpisce la comunità intera, tra rabbia e sconforto di chi, tornando sulla tomba di un familiare, trova sottratti oggetti dal valore più affettivo che materiale.
La richiesta di videosorveglianza nasce proprio dalla percezione di vulnerabilità del luogo: tanti cittadini ritengono che una telecamera possa costituire un deterrente e fornire elementi utili in caso di nuove razzie. L’amministrazione, dal canto suo, ribadisce la necessità di bilanciare aspettative e limiti imposti dalla tutela della sfera privata, ribadendo che l’interno del cimitero non è uno spazio in cui sia possibile ricorrere a occhi elettronici.
Resta dunque aperto il tema di come prevenire i furti e restituire fiducia ai visitatori. La strada indicata dal sindaco è quella del richiamo al rispetto e alla coscienza civile, con l’invito a interrompere comportamenti che feriscono chi vive già un dolore. Nel frattempo, la comunità canicattinese si interroga su soluzioni compatibili con le regole e con la natura del luogo, nella speranza che l’appello serva a fermare una sequenza di episodi che, al di là del valore economico, tocca corde profonde della vita collettiva.

