Dalla convivialità di un brindisi tra amici all’incubo di un letto di ospedale, appeso al filo della speranza. È quanto accaduto a Canicattì, grosso centro in provincia di Agrigento, dove un momento di svago si è trasformato in un’emergenza sanitaria che ha scosso la comunità locale. Un uomo di cinquant’anni è attualmente ricoverato in condizioni critiche presso il reparto di Rianimazione dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, con una diagnosi che fa tremare: sospetto botulismo.
Tutto ha avuto inizio durante un comune aperitivo in un locale della città. Il cinquantenne si trovava in compagnia di una comitiva per trascorrere qualche ora di relax, consumando cibi e bevande come da rito. Poco dopo, però, la situazione è precipitata. L’uomo ha iniziato ad avvertire un malessere improvviso e violento che ha richiesto l’intervento immediato dei sanitari e il trasferimento d’urgenza nel nosocomio del capoluogo. Qui, i medici, valutata la gravità del quadro clinico e la sintomatologia neurologica e gastrointestinale, hanno disposto il ricovero in terapia intensiva. Il sospetto principale è che l’uomo abbia ingerito la tossina prodotta dal Clostridium botulinum, un batterio che può contaminare alimenti mal conservati – spesso conserve sott’olio o insaccati artigianali – e che provoca una grave intossicazione capace di paralizzare i muscoli respiratori.
L’allarme, tuttavia, non riguarda solo il cinquantenne. Anche altre quattro persone che facevano parte dello stesso tavolo hanno manifestato sintomi di intossicazione, sebbene in forma decisamente più lieve. Per loro non si è reso necessario il ricovero in rianimazione, ma la loro condizione è monitorata attentamente dai medici, confermando l’ipotesi di una fonte alimentare comune all’origine del problema.
Sulla vicenda si è mossa immediatamente la macchina dei controlli sanitari e giudiziari. L’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Agrigento ha attivato il protocollo d’emergenza previsto in questi casi: gli ispettori del servizio di igiene pubblica sono al lavoro per risalire alla catena alimentare e identificare con certezza il prodotto “killer”. Parallelamente, i Carabinieri hanno avviato le indagini per fare piena luce sull’accaduto. I militari stanno verificando il rispetto delle norme igienico-sanitarie all’interno del locale coinvolto e cercando di capire se vi siano state negligenze nella conservazione o nella somministrazione degli alimenti serviti durante l’aperitivo. Mentre si attendono gli esiti delle analisi di laboratorio, la città resta col fiato sospeso per le sorti del concittadino.

