Costumi, guanti rossi e una missione semplice: strappare un sorriso. All’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca, le bambine e i bambini ricoverati nel reparto di Pediatria hanno ricevuto oggi la visita di Mattia Villardita, il “supereroe di corsia” che da quasi dieci anni attraversa l’Italia vestito da Spiderman per portare leggerezza dove pesa la malattia. Arrivato da Savona, Villardita ha bussato stanza per stanza, si è fermato per foto, racconti e piccoli giochi, trasformando per qualche ora il reparto in un set di meraviglia.
L’iniziativa è stata organizzata insieme all’organizzazione di volontariato “A Cuore Aperto”, presieduta dal cardiochirurgo Giovanni Ruvolo, che per l’occasione ha donato ai piccoli pazienti una fornitura di giocattoli, scelta in dialogo con il personale sanitario per rispettare età e condizioni cliniche. Un gesto concreto che completa il valore simbolico della visita: accanto alle cure, uno spazio dedicato alla normalità che i ricoveri spesso comprimono.
Villardita, Cavaliere della Repubblica per meriti civili su proposta del Presidente Sergio Mattarella, è diventato nel tempo un punto di riferimento per molte pediatrie italiane. La sua “seconda vita” nasce da un’esperienza personale: l’infanzia segnata dalla malattia e le lunghe degenze all’ospedale Gaslini di Genova. Da lì l’idea, colta e alimentata negli anni, che l’empatia possa essere una parte non marginale dell’assistenza. Oggi, racconta, alternare il lavoro alla tuta dell’Uomo Ragno è una scelta che “riempie la vita” e che restituisce, ogni volta, più di quanto si porti.
Per il reparto saccense, la giornata è anche un modo per ribadire il valore del volontariato in corsia e della collaborazione tra associazioni e sanità pubblica. Il personale conferma quanto momenti del genere aiutino i bambini a gestire ansia e paura, facilitando il rapporto con le terapie e alleggerendo, almeno per un po’, il carico emotivo delle famiglie. La direzione del presidio, dal canto suo, sottolinea che iniziative di umanizzazione delle cure sono parte integrante della qualità assistenziale.
La visita si chiude tra saluti e promesse di rivedersi. Fuori dal reparto, restano i regali e qualche poster autografato; dentro, una scorta di energia difficile da misurare ma immediatamente percepibile. È la dimensione più semplice — e più potente — di questa storia: ricordare a chi lotta che non è solo, e che anche un supereroe può stare lì, all’altezza del loro letto, a dire che la forza è già nelle loro mani.
