Il delicato equilibrio costiero di Eraclea Minoa è tornato al centro dell’attenzione a causa di un intervento edilizio arbitrario che ha mobilitato le autorità marittime e le forze dell’ordine. Durante l’ultima violenta mareggiata che ha colpito il litorale agrigentino, un privato ha tentato di proteggere un ristorante situato a ridosso della battigia edificando una imponente scogliera artificiale. La struttura, composta da una massiccia barriera di pietre, è stata posizionata sulla sabbia nel tentativo di arginare la forza delle onde, ma l’operazione è avvenuta in totale assenza delle autorizzazioni necessarie per intervenire sul suolo demaniale.
L’episodio ha assunto contorni singolari quando si è scoperto che il responsabile aveva cercato di mimetizzare l’opera abusiva. Dopo aver posizionato i massi, questi erano stati ricoperti con uno strato di sabbia, probabilmente nel tentativo di occultare la barriera alla vista dei controlli o di farla apparire come una formazione naturale. La manovra non è però sfuggita alla vigilanza sul territorio, innescando l’immediato sopralluogo congiunto degli uomini della Capitaneria di Porto e dei Carabinieri, giunti sul posto per accertare l’entità dell’abuso e la violazione dei vincoli ambientali e demaniali.
Soltanto dopo l’intervento dei militari e la constatazione dell’irregolarità, il titolare della struttura ha inviato una comunicazione formale agli uffici del Demanio per informare dell’esecuzione dei lavori in corso sulla spiaggia. Il tentativo tardivo di regolarizzare una situazione ormai compromessa ha sollevato forti polemiche sulla gestione del litorale agrigentino e sul rispetto delle regole poste a tutela della costa. L’intera area è stata oggetto di rilievi per valutare l’impatto della barriera non autorizzata su un ecosistema già duramente provato dall’erosione e dalle recenti ondate di maltempo.

