Un comparto storico alle corde e un’istituzione locale che prova a fare massa critica. La VI Commissione consiliare di Sciacca, presieduta dal consigliere Giuseppe Catanzaro, ha dedicato l’ultima seduta alla crisi della marineria, mettendo in fila problemi e possibili leve d’intervento. Dal tavolo è emerso un dato politico chiaro: senza ristori economici rapidi e misure strutturali, la filiera rischia di perdere un altro pezzo.
Alla riunione hanno preso parte l’assessora comunale Sinagra, i rappresentanti delle cooperative Fra i Pescatori, Madonna del Soccorso e San Paolo Consulting, il presidente provinciale di Confcommercio, Giuseppe Caruana, e i consiglieri Bivona, Brucculeri e Ambrogio. Un parterre che fotografa l’ampiezza dell’impatto: dalla carenza di risorsa ittica ai costi che si ripercuotono su meccanici navali, fornitori, trasporti, ristorazione e commercio al dettaglio.
Il presidente Catanzaro ha rimarcato il ruolo del Comune come cassa di risonanza e coordinatore delle azioni da intraprendere, chiedendo l’attivazione di indennizzi in favore degli equipaggi e delle imprese colpite dal calo delle catture e dall’erosione dei margini. In parallelo, l’assessore Francesco Dimino ha proposto di aprire un confronto stabile con le marinerie degli altri comuni siciliani per costruire una rete di dialogo e pressione istituzionale: una linea che punta a saldare le istanze locali con il dibattito regionale, nazionale ed europeo.
Dalla discussione è emersa una cornice tutt’altro che congiunturale. La crisi non riguarda solo Sciacca e non si esaurisce nella stagione in corso: alla scarsità di pescato si sommano oscillazioni di mercato e regole sempre più stringenti, che incidono sulla programmazione delle uscite e sulla sostenibilità economica delle imprese. Da qui l’intenzione di coinvolgere anche i deputati regionali per dare forza alle richieste del territorio nelle sedi competenti e sollecitare misure a sostegno della liquidità, della manutenzione delle flotte e dell’indotto.
La Commissione ha annunciato ulteriori iniziative: monitoraggio costante degli indicatori locali, convocazione periodica dei soggetti della filiera, predisposizione di un documento unitario da sottoporre agli assessorati di riferimento. L’obiettivo è duplice: ottenere ristori immediati per tamponare l’emergenza e aprire un capitolo su interventi strutturali che passino per innovazione, qualità, tracciabilità e tutela degli stock.
Il messaggio finale è pragmatico: servono risposte rapide e una voce comune. In assenza di un perimetro di sostegno credibile, la marineria rischia di scivolare oltre la soglia di sopportazione economica, con ricadute che andrebbero ben oltre i moli del porto, toccando occupazione, prezzi al consumo e identità produttiva di Sciacca. La partita, oggi, si gioca su due tavoli: quello dei ristori e quello di una strategia di lungo periodo capace di rimettere in equilibrio mare, lavoro e mercato.

