Agrigento – Sei lavoratori totalmente “in nero” e altri cinque assunti in maniera irregolare. È il bilancio dell’ultimo ciclo di controlli sul fronte della sicurezza e della legalità nei luoghi di lavoro, condotto dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Agrigento insieme ai militari dei reparti territoriali competenti e, in alcuni casi, con il supporto della Guardia costiera e del personale dell’Arpa.
Le verifiche hanno interessato attività marittime e artigianali nell’area del Canicattinese e del Saccense. In due casi la situazione riscontrata è apparsa talmente grave da far scattare la sospensione dell’attività imprenditoriale: due aziende sono state infatti chiuse in via cautelativa, in attesa della regolarizzazione o degli ulteriori provvedimenti che saranno adottati dagli organi competenti.
All’interno delle imprese controllate i militari hanno individuato sei lavoratori completamente privi di contratto, quindi senza alcuna forma di tutela previdenziale, assicurativa o contributiva, e cinque dipendenti impiegati in violazione delle norme, con inquadramenti o condizioni non conformi alla legge. Una fotografia che conferma quanto il sommerso continui a rappresentare una piaga per l’economia locale e per i diritti di chi lavora.
Accanto al lavoro nero, gli ispettori del Nil hanno accertato numerose violazioni amministrative e penali, riconducibili alle modalità di gestione del personale, alle mancate comunicazioni obbligatorie e, in alcuni casi, a profili di sicurezza sui luoghi di lavoro. L’insieme delle irregolarità contestate ha portato all’emissione di ammende e sanzioni per un importo complessivo vicino ai 200 mila euro.
Nel mirino sono finiti sei soggetti, tutti residenti in provincia di Agrigento: si tratta di imprenditori, titolari o soci di attività private marittime e di imprese artigiane, originari di Canicattì, Porto Empedocle, Ravanusa e Sciacca, di età compresa tra i 34 e i 62 anni. Per tutti è scattata la denuncia in stato di libertà alle Procure della Repubblica di Agrigento e Sciacca, cui spetterà ora il compito di valutare le responsabilità penali alla luce degli accertamenti svolti.
L’operazione si inserisce in una strategia di controlli a tappeto che il Nucleo Ispettorato del Lavoro, in sinergia con l’Arma territoriale e gli altri enti coinvolti, sta portando avanti da tempo sul territorio provinciale. L’obiettivo dichiarato è duplice: tutelare i lavoratori, spesso costretti ad accettare condizioni irregolari pur di avere un reddito, e garantire una concorrenza leale alle imprese che rispettano le regole, penalizzate da chi taglia i costi violando la normativa.
I controlli – assicurano dall’Arma – proseguiranno anche nei prossimi mesi, con particolare attenzione ai settori considerati più esposti al rischio di lavoro sommerso, dalle attività legate al mare alle piccole realtà artigiane, in un territorio dove l’equilibrio tra occupazione, legalità e sicurezza resta una partita aperta.

