Una discussione in famiglia si è trasformata, ieri sera, in un intervento di soccorso che ha tenuto con il fiato sospeso Cattolica Eraclea. Un giovane, dopo il litigio, è stato visto muoversi sui tetti delle abitazioni del centro storico, innescando una mobilitazione che ha coinvolto vigili del fuoco, forze dell’ordine e servizi sanitari d’emergenza. Sul posto è arrivata l’autogrù del Comando provinciale dei vigili del fuoco di Agrigento, un’ambulanza del 118, pattuglie dei Carabinieri e della Polizia municipale. Presente anche il sindaco Santo Borsellino, che ha seguito minuto per minuto le operazioni.
Le ricerche sono andate avanti per ore, fino all’una di notte circa, con i pompieri impegnati a perlustrate i tetti casa per casa, pronti a intervenire in caso di caduta o di qualunque altra criticità. Il dispositivo è stato predisposto in via prevenzionistica, per assicurare l’incolumità del giovane e scongiurare incidenti in un contesto — quello dei tetti a falde e dei solai dei fabbricati storici — che può rivelarsi insidioso, specie nelle ore notturne.
Nonostante lo sforzo profuso, il giovane non è stato rintracciato. La situazione si è sbloccata quando l’interessato ha contattato i familiari riferendo di stare bene, affermando che “è tutto a posto” e precisando di non voler rientrare a casa. Alla luce della telefonata, e constatata l’assenza di segnali di pericolo imminente, il dispositivo di ricerca è stato sospeso. La misura, spiegano gli operatori intervenuti, risponde ai protocolli ordinari: trattandosi di un maggiorenne che ha dato notizie dirette sul proprio stato, non sussistono i presupposti per un’attività di ricerca attiva.
Restano ora in corso gli approfondimenti dei Carabinieri per ricostruire con esattezza la dinamica della serata e le ragioni che hanno portato alla fuga sui tetti. Gli accertamenti mirano a chiarire tempi, luoghi e spostamenti, anche per definire eventuali necessità di intervento dei servizi territoriali competenti in materia di mediazione familiare o sostegno, laddove richiesto dagli interessati.
La comunità, scossa dall’insolita scena dei mezzi di soccorso nel cuore del paese, ha seguito con apprensione le operazioni. Il sindaco ha mantenuto il raccordo tra famigliari e autorità, mentre i residenti hanno agevolato le ricerche segnalando movimenti e consentendo l’accesso ai cortili e ai pianerottoli utili a guadagnare i lastrici solari. In attesa di ulteriori sviluppi, l’episodio si chiude con un sospiro di sollievo: nessuno si è fatto male e il giovane ha fatto sapere di stare bene. Resta la lezione operativa di una notte convulsa, gestita con prudenza e coordinamento tra soccorritori e istituzioni.

