Il mare agitato blocca i collegamenti, ma non i flussi. Nella notte tra lunedì e martedì due imbarcazioni dirette a Lampedusa sono state intercettate in navigazione e scortate in sicurezza a terra: a bordo complessivamente 74 persone, tra cui un neonato e una donna incinta. Le unità della Guardia costiera e della Guardia di finanza hanno fermato un gommone con 22 eritrei e un barcone con 52 migranti di nazionalità egiziana, sudanese, bengalese e siriana.
Lo sbarco è avvenuto a molo Favarolo, dove è stato attivato il dispositivo di accoglienza e assistenza sanitaria. Concluse le prime verifiche, i gruppi sono stati trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola, la struttura di prima accoglienza dell’isola. Qui, nonostante un trasferimento massiccio effettuato la notte precedente — 300 persone imbarcate sul traghetto di linea e arrivate all’alba a Porto Empedocle —, le presenze sono risalite a 1.420 ospiti.
La gestione delle ultime ore è resa più complessa dalle condizioni meteo-marine avverse che hanno imposto lo stop a entrambi i traghetti di linea. L’interruzione dei collegamenti marittimi impedisce i trasferimenti via nave verso la terraferma e costringe a ricalibrare, in tempo reale, i piani di decongestione dell’hotspot. Per alleggerire la pressione sulla struttura, è stato organizzato un trasferimento aereo: 180 migranti saranno imbarcati su un volo diretto a Bergamo.
Il quadro conferma la doppia criticità che Lampedusa affronta ciclicamente: da un lato, le condizioni del mare che possono isolare l’isola e bloccare la macchina dei trasferimenti; dall’altro, la persistenza degli arrivi anche con mare formato, specie su mezzi precari che vengono intercettati in rotta verso le Pelagie. In queste circostanze, il lavoro di coordinamento tra forze dell’ordine, personale sanitario, Croce Rossa e Prefettura diventa decisivo per garantire assistenza ai più vulnerabili e mantenere standard minimi di sicurezza e dignità.
Resta alta l’attenzione sull’evoluzione del meteo e sulla ripresa dei collegamenti di linea, condizione necessaria per proseguire con i trasferimenti programmati. Nel frattempo, sull’isola prosegue il ritmo dei soccorsi, con priorità alla presa in carico di minori e fragilità sanitarie. Anche in una giornata di mare grosso e traghetti fermi, Lampedusa torna a misurarsi con l’equilibrio delicato tra accoglienza e capacità logistica, in attesa che il miglioramento delle condizioni consenta di svuotare gradualmente l’hotspot.
