Due cadaveri sono stati trasferiti nella notte sul molo di Lampedusa al termine di un’operazione di soccorso che ha intercettato un’imbarcazione di circa otto metri con a bordo 44 persone di diversa nazionalità: egiziani, eritrei, etiopi, gambiani e algerini. L’intervento è stato effettuato dalla motovedetta V1302 della Guardia di finanza. Tra i 44 naufraghi, tre risultano intossicati da idrocarburi e sono stati accompagnati immediatamente al poliambulatorio dell’isola per le prime cure e l’osservazione clinica.
I corpi senza vita sono stati trasferiti alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana, dove in mattinata è prevista l’ispezione cadaverica. In base agli elementi raccolti sul posto, l’ipotesi più probabile per il decesso dei due giovani è l’intossicazione da idrocarburi. Le modalità del viaggio e le dimensioni del natante inducono a ritenere che i passeggeri siano rimasti esposti a lungo ai vapori di carburante, un rischio frequente nelle traversate su piccoli scafi in cui il carburante si accumula in sentina e l’aria resta satura in assenza di adeguata ventilazione. Ogni conclusione definitiva, tuttavia, è rimessa agli accertamenti medico–legali.
L’operazione di questa notte segue le procedure standard: intercettazione in mare, trasbordo in sicurezza, sbarco con triage sanitario e successiva presa in carico per gli adempimenti di identificazione. Alla Guardia di finanza, intervenuta con la V1302, è toccata la fase di soccorso e scorta fino all’approdo; al personale sanitario quella di individuare tempestivamente i casi più critici, tra cui i tre intossicati, per prevenire complicazioni respiratorie tipiche dell’esposizione prolungata ai vapori di benzina o gasolio.
I 44 sopravvissuti hanno riferito provenienze differenti, confermando la composizione mista del gruppo. Per tutti è prevista l’ordinaria procedura di registrazione, mentre per i feriti e gli intossicati proseguiranno le verifiche cliniche fino alla stabilizzazione. Sull’accaduto restano da chiarire rotta, punto di partenza e tempi della navigazione, elementi che potranno emergere dai colloqui con i naufraghi e dai riscontri dell’autorità marittima.
Il quadro restituisce, ancora una volta, la fragilità delle traversate notturne verso le Pelagie: barche sovraccariche, spazi angusti, carburante a bordo e condizioni meteo–marine spesso variabili. Nella notte appena trascorsa a Lampedusa, il bilancio parla di vite salvate e di due vite perdute, consegnando all’isola l’ennesima pagina di una cronaca che alterna interventi di salvataggio e lutti improvvisi. In attesa degli esiti dell’ispezione cadaverica e delle valutazioni mediche, resta il lavoro degli operatori che hanno gestito l’emergenza e il dolore per una tragedia consumata in poche ore di mare.

