Gran finale al Teatro dell’Efebo per l’ottava edizione del Festival Internazionale della Danza e delle Danze: una chiusura di stagione che ha fatto registrare il tutto esaurito e un lungo applauso al termine del Gran Galà conclusivo. Per la rassegna, alla sua prima volta nella suggestiva cavea del Giardino Botanico, si tratta di una consacrazione: qualità artistica, partecipazione del pubblico e un cartellone capace di attraversare generi e linguaggi.
La manifestazione è stata promossa da Alta Classe Accademia dello Spettacolo con un ampio sostegno istituzionale: Libero Consorzio Comunale e Comune di Agrigento, “Agrigento 2025 – Capitale Italiana della Cultura”, ASPAE, Parco Valle dei Templi e Fondazione Teatro Luigi Pirandello. Media partner RAI Isoradio; tra i contributi anche State Opera Stara Zagora, Fondazione Pensare Oltre, D’Arte e Afrodite Centro Studi Universitario. Alla guida artistica Maria Pia Liotta, regista e direttrice del festival, professionista di lunga esperienza tra Italia ed estero, che ha cucito una serata dal ritmo serrato e senza sbavature.
Sul palco si è imposto il carisma di Giuseppe Picone, acclamato in duo con Elisabetta Formento e poi in un intenso assolo su temi da “Carmina Burana”, oltre a firmare coreografie di altri quadri. Tra gli ospiti anche Alma Manera, a impreziosire un programma che ha alternato virtuosismi, scritture contemporanee e pagine di repertorio con un livello medio elevato delle compagnie coinvolte.
In chiusura, spazio ai riconoscimenti: lo “Schiaccianoci d’Oro” 2025 è andato a Raffaele Paganini per la carriera; a Silviya Tomova per il binomio cultura-impresa; ad Alessandra Ferraro per cultura e giornalismo; a Simona Ventura e Giovanni Terzi per “La danza oltre i confini”; a Elisabetta Formento tra le “Stelle della danza nel mondo”; a Elisa Cipriani e Luca Condello come migliori interpreti (Pas de deux 2025). Premi anche al Folclore Agrigentino per “Danza e Popoli” e alla Compagnia Viaggiatrici d’Oriente per “La danza nelle sue discipline”. Il “Carla Fracci per i giovani”, giunto alla quarta edizione, è stato assegnato a Cecilia Giacomini.
La serata ha visto un episodio di tensione prima del sipario tra due gruppi folclorici locali, subito arginato dal servizio di sicurezza. Il presidente del Libero Consorzio Giuseppe Pendolino ha richiamato la natura inclusiva della danza e l’esigenza di mantenere il dibattito sulla qualità dello spettacolo, giudicando marginali fatti che nulla hanno a che vedere con i luoghi della cultura. Pendolino ha anche sottolineato il valore del nuovo scenario dell’Efebo, apprezzato dagli artisti — tra cui lo stesso Paganini — per atmosfera e acustica.
Il festival esce da Agrigento con un messaggio limpido: la danza, quando è produzione e progetto, è capace di accendere un teatro, creare comunità e restituire prestigio a un territorio che guarda al 2025 con ambizioni fondate. Una tre giorni di alto profilo che ha lasciato il segno oltre il perimetro del palcoscenico.

