PALERMO – La giunta regionale ha dato il primo via libera alla nuova rete ospedaliera siciliana, un piano che punta a ridisegnare l’offerta sanitaria sull’Isola con l’obiettivo di garantire standard uniformi di qualità e ridurre la migrazione dei pazienti verso altre regioni. Il documento, approvato ieri a Palazzo d’Orléans, passerà ora alla VI Commissione Salute dell’Ars per il parere obbligatorio, quindi tornerà in giunta per l’approvazione definitiva prima del via libera del ministero della Salute.
Il presidente della Regione Renato Schifani ha parlato di “un passo fondamentale verso una sanità più equa ed efficiente”, ringraziando l’assessore alla Salute Daniela Faraoni e i dirigenti che hanno seguito il percorso di elaborazione. Schifani ha anche annunciato un imminente incontro a Roma con il ministro Orazio Schillaci sul futuro del Centro di cardiochirurgia pediatrica di Taormina, che sarà integrato nella nuova rete.
L’assessore Faraoni ha sottolineato come il piano sia il frutto di un lavoro condiviso con aziende sanitarie, rettori, sindaci e sindacati: “Non si tratta solo di numeri – ha detto – ma della necessità di pensare a un modello sanitario più integrato e vicino ai bisogni reali”.
Secondo i parametri ministeriali, la Sicilia deve garantire 3 posti letto ogni 1.000 abitanti per acuti e 0,7 per riabilitazione. La nuova rete, che comprende 139 strutture pubbliche e private, introduce la figura degli “ospedali di rete integrata”, che forniranno servizi specialistici direttamente sul territorio. Previsti inoltre 308 posti letto già riattivati, con incrementi significativi in oncologia, neurochirurgia, neurologia e ortopedia.
Attenzione particolare alle emergenze: l’ospedale di Siracusa diventa Dea di II livello, quello di Patti Dea di I livello. Rafforzate le reti tempo-dipendenti (infarti, ictus, traumi), con l’obiettivo di garantire cure salvavita tempestive in ogni provincia.
La riforma punta infine a creare un sistema integrato tra ospedali e servizi territoriali – case di comunità, centrali operative e ospedali di comunità – per accompagnare i cittadini lungo tutto il percorso di cura.
