AGRIGENTO — La prima pioggia stagionale ha mandato in crisi il lungomare di San Leone, cuore turistico della città, che nel giro di pochi minuti si è trasformato in una distesa d’acqua. Nel pomeriggio di sabato 27 settembre, un acquazzone breve ma intenso ha reso le strade impraticabili e creato notevoli disagi a residenti, automobilisti e attività commerciali.
Le carreggiate del lido si sono rapidamente allagate, costringendo le auto a procedere a passo d’uomo e causando la paralisi in diversi tratti. I mezzi pesanti sono rimasti bloccati, mentre i marciapiedi e gli accessi ai negozi sono stati invasi dall’acqua. Una scena già vista, che si ripete puntualmente a ogni perturbazione, nonostante le segnalazioni dei cittadini e le promesse di soluzioni definitive.
San Leone, vetrina balneare di Agrigento, sconta da anni la carenza di un sistema di drenaggio efficiente. Le piogge, anche di modesta entità, si trasformano in emergenze con ripercussioni sulla sicurezza, sulla viabilità e sul decoro urbano. “Ogni volta basta un temporale per ritrovarci con le strade come fiumi”, lamentano i residenti, mentre i commercianti sottolineano le difficoltà per attività già messe a dura prova dalla stagionalità: danni alle merci, calo della clientela e locali invasi dall’acqua.
Non solo San Leone: allagamenti sono stati segnalati anche al Villaggio Mosè, a Cannatello e in altre zone cittadine. Un quadro che mette in luce una fragilità diffusa e che rende necessario un intervento organico: manutenzione regolare delle caditoie, potenziamento delle condotte e un piano di prevenzione che eviti il ripetersi di disagi.
La prima perturbazione d’autunno ha dunque mostrato, ancora una volta, le criticità irrisolte della città. A pagare il prezzo più alto sono cittadini e operatori economici, che chiedono soluzioni concrete prima che i prossimi temporali riportino le stesse, prevedibili, conseguenze.
