Operazione a largo dell’isolotto di Lampione, nell’arcipelago delle Pelagie, dove il nucleo Sdai della Marina militare è impegnato in una serie di verifiche su un reperto avvistato sabato nel tardo pomeriggio. Si tratta di un corpo cilindrico metallico lungo circa cinque metri, con diametro di un metro e mezzo, intercettato mentre galleggiava in zona. Al momento non vengono diffuse informazioni di dettaglio: la struttura è sotto esame e le attività procedono con il massimo riserbo.
Il dispositivo messo in campo dallo Sdai — reparto specializzato che interviene a tutela delle infrastrutture marittime e per la bonifica di ordigni nelle acque nazionali — è focalizzato sull’identificazione dell’oggetto e sulla valutazione di eventuali criticità per la sicurezza della navigazione e dell’ambiente. Le operazioni si stanno svolgendo in mare aperto, con personale e mezzi dedicati, secondo i protocolli che regolano gli interventi su manufatti sconosciuti recuperati o rinvenuti in galleggiamento.
Sul caso è intervenuto anche il ministro della Difesa, Guido Corsetto, che a margine della cerimonia per l’82esimo anniversario della Difesa di Roma ha parlato di «qualcosa collegato a un lancio satellitare». Una valutazione che, in assenza di riscontri tecnici ufficiali, resta al momento un’indicazione di contesto: spetterà agli specialisti determinare natura, provenienza e condizioni del relitto.
Secondo quanto filtra, le verifiche in corso puntano innanzitutto a escludere profili di rischio e a stabilire se l’oggetto debba essere messo in sicurezza, rimosso o trasferito a terra per analisi ulteriori. La tipologia cilindrica e le dimensioni, compatibili con diverse apparecchiature di ambito aerospaziale o marittimo, richiedono accertamenti che includono controlli visivi, rilievi strutturali e test sulle eventuali componenti residue.
L’area delle Pelagie, crocevia di rotte commerciali e traffici marittimi, non è nuova al recupero di materiali di origine eterogenea: proprio per questo l’intervento della componente subacquea della Marina segue procedure standardizzate, concepite per coniugare tempestività e prudenza. Fino al completamento delle verifiche, la linea è una sola: evitare conclusioni affrettate e attenersi al perimetro operativo tracciato dagli esperti.
Nelle prossime ore ci si attende l’esito delle analisi sul manufatto rinvenuto, da cui dipenderanno le decisioni operative successive. Per ora resta la fotografia di un oggetto insolito avvistato in mare e di un’indagine tecnica in corso, con l’obiettivo di trasformare un avvistamento misterioso in un dato certo, utile a garantire sicurezza e tutela del mare attorno a Lampedusa.

