AGRIGENTO – Turni estenuanti, ore di straordinario già esaurite e l’impossibilità di programmare il lavoro per i prossimi mesi. È una situazione al limite del collasso quella descritta dalla Cisl Fp di Agrigento, che lancia un grido d’allarme sulla gravissima carenza di personale che affligge tutti i presidi ospedalieri della provincia e, più in generale, della Sicilia. Il sindacato chiede un intervento immediato e non più differibile da parte dell’Assessorato regionale alla Sanità per scongiurare rischi per la salute dei lavoratori e per la qualità dell’assistenza ai cittadini.
“La grave carenza di personale in tutti i presidi ospedalieri della Sicilia non è più tollerabile”, tuona Alessandro Farruggia, coordinatore della Sanità pubblica e privata per la Cisl Fp agrigentina. “Le attuali dotazioni organiche risultano improprie rispetto ai servizi effettivamente erogati. Questa discrepanza mette a rischio non solo la salute dei lavoratori, ma anche la qualità stessa delle cure che offriamo ai pazienti”.
Il sindacato sottolinea come il personale del comparto – infermieri, ostetriche, Operatori Socio Sanitari (Oss), ausiliari, tecnici e amministrativi – abbia eroicamente garantito la copertura dei turni durante il difficile periodo estivo, accumulando un numero di ore di straordinario che in molti casi ha già superato il tetto massimo previsto. Una situazione che rende il sistema insostenibile e precario. “Ad oggi non è neppure possibile programmare le turnazioni per i mesi a venire a causa della grave carenza di personale”, aggiunge Farruggia, descrivendo una condizione di totale incertezza operativa.
Di fronte a questa emergenza, la Cisl Fp avanza richieste precise e urgenti. In primis, si chiede all’Assessorato di accelerare al massimo la “rideterminazione della rete ospedaliera” e il conseguente “ampliamento delle dotazioni organiche”. Senza una revisione ufficiale dei numeri, infatti, è impossibile sbloccare le assunzioni necessarie a coprire i vuoti e a dare respiro a chi, da mesi, si fa carico di turni massacranti pur di non interrompere i servizi essenziali.
Nell’immediato, il sindacato propone una soluzione tampone per alleviare la pressione sul personale: la conversione a 36 ore settimanali di tutti i contratti attualmente part-time. Un provvedimento che, seppur non risolutivo, potrebbe fornire una boccata d’ossigeno in attesa di quelle riforme strutturali e di quelle nuove assunzioni che, per la sanità agrigentina, non possono più aspettare.
