Un manufatto galleggiante non identificato è stato avvistato in mare tra Lampedusa e l’isolotto di Lampione dai pescatori del motopeschereccio “Andrea Doria”. La segnalazione è arrivata nelle scorse ore e ha subito attivato l’attenzione delle autorità marittime, mentre sulle caratteristiche dell’oggetto restano, per ora, soltanto ipotesi.
Secondo le prime ricostruzioni, ancora tutte da verificare, potrebbe trattarsi di un frammento riconducibile al satellite militare israeliano “Ofek 19”, lanciato martedì sera dalla base di Palmachim con un vettore “Shavit”. L’associazione con il programma spaziale israeliano è al momento una pista di lavoro e non un dato accertato. Le informazioni disponibili indicano che “Ofek 19” è destinato al potenziamento delle capacità di osservazione, opera intorno ai 500 chilometri di quota e compie un’orbita in circa novanta minuti.
In assenza di conferme ufficiali, la prudenza resta massima. La Capitaneria di porto di Lampedusa ha inviato una motovedetta Sar per documentare la presenza del relitto: l’obiettivo immediato è acquisire immagini e filmati da trasmettere alle autorità centrali competenti per le valutazioni tecniche. Al momento non risultano dichiarazioni pubbliche da parte di amministrazioni italiane sul ritrovamento né indicazioni definitive sulla provenienza del materiale.
Il tratto di mare interessato è sotto osservazione da parte delle unità navali presenti in zona. Il relitto, descritto dai pescatori come un oggetto di dimensioni non precisate, rimane sorvegliato in attesa delle decisioni operative. L’eventuale recupero verrà disposto soltanto dopo i primi riscontri documentali e visivi raccolti sul posto, così da garantire condizioni di sicurezza per il personale impiegato e preservare eventuali elementi utili agli accertamenti.
Le prossime mosse dipenderanno dall’analisi delle immagini e dai rilievi che seguiranno alla fase di ricognizione. In agenda ci sono, tra le ipotesi, l’intervento di squadre specializzate per la messa in sicurezza e il trasferimento dell’oggetto in un’area idonea, qualora le condizioni del mare e la natura del materiale lo consentano. Anche la pista dell’origine spaziale, al centro dell’attenzione per la coincidenza temporale con il lancio di “Ofek 19” — secondo del programma israeliano nell’arco di due mesi, dopo “Dror 1” a luglio — sarà valutata alla luce di elementi oggettivi.
Fino a nuove verifiche, il quadro resta aperto. La catena informativa è stata attivata e le immagini raccolte dalla motovedetta costituiranno la base per stabilire se l’avvistamento tra Lampedusa e Lampione sia effettivamente collegabile a una missione spaziale recente o a un’altra tipologia di relitto. Ogni conclusione, sottolineano le fonti interpellate, è rimandata agli esiti degli accertamenti in corso.

