Favara (Agrigento) – Trasportava e vendeva formaggi e ricotta a bordo di un furgone, senza autorizzazioni e in violazione delle più elementari norme sulla conservazione degli alimenti. Per un venditore ambulante cinquantenne di Favara è scattata una doppia batosta: denuncia, maxi sequestro dei prodotti e fermo del mezzo utilizzato per l’attività irregolare.
Il controllo è scattato nel territorio di Favara, dove i carabinieri della locale Tenenza hanno fermato il furgone per una verifica amministrativa. Sin dai primi istanti dell’ispezione, i militari avrebbero rilevato diverse criticità legate sia alla documentazione, sia alle condizioni di trasporto dei prodotti caseari.
Nel vano del mezzo erano stipati formaggi e ricotta destinati alla vendita diretta, ma – secondo quanto accertato – privi delle necessarie autorizzazioni e, in parte, della tracciabilità obbligatoria per legge. Un elemento tutt’altro che secondario: l’assenza di indicazioni sull’origine e sul percorso di filiera rende impossibile ricostruire provenienza e controlli sanitari a tutela del consumatore.
A ciò si sono aggiunte le violazioni in materia di conservazione. I prodotti risultavano custoditi in maniera non conforme alle norme igienico–sanitarie che regolano il trasporto di alimenti deperibili, in particolare quelli a base di latte, che richiedono condizioni di refrigerazione e gestione controllata per evitare il deterioramento.
Al termine del controllo, i carabinieri hanno disposto il sequestro di circa 40 chilogrammi di formaggi, ritenuti non commercializzabili nelle condizioni riscontrate. Contestualmente, è scattato anche il sequestro del furgone utilizzato come punto vendita ambulante e come mezzo di trasporto della merce.
Per il venditore è partita una denuncia all’autorità giudiziaria e sono state elevate le previste sanzioni amministrative, legate sia alla mancanza di autorizzazioni specifiche sia alle violazioni in materia di sicurezza alimentare.
L’intervento della Tenenza di Favara si inserisce in una più ampia attività di controllo sul territorio, mirata a verificare il rispetto delle regole da parte degli operatori del commercio ambulante, con particolare attenzione ai prodotti alimentari freschi. L’obiettivo è duplice: tutelare la salute dei cittadini e garantire condizioni di concorrenza corrette per le attività che operano nel rispetto delle norme.
Il sequestro dei 40 chili di formaggi diventa così un segnale chiaro: chi vende cibo, anche su strada, deve attenersi a regole precise su autorizzazioni, tracciabilità e conservazione, perché dietro una “semplice” forma di formaggio trasportata in un furgone privo dei requisiti può nascondersi un rischio concreto per la sicurezza alimentare.


