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Reading: Distrutta la via d’accesso a Punta Bianca
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Agrigento Post > Blog > Dalla Strada > Distrutta la via d’accesso a Punta Bianca
Dalla Strada

Distrutta la via d’accesso a Punta Bianca

Angela Vella
Last updated: Luglio 16, 2025 8:08 am
Angela Vella
Published Luglio 16, 2025
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È la beffa più amara, nella Sicilia che soffre la sete. Un fiume d’acqua che, invece di portare sollievo, distrugge, isola e lascia dietro di sé l’incuria. A Punta Bianca, una delle riserve naturali più preziose e amate dell’agrigentino, la strada d’accesso non esiste più, spazzata via dalla rottura di una condotta idrica del Consorzio di bonifica. A una settimana dal disastro, denuncia l’associazione ambientalista MareAmico, tutto tace, e l’area è irraggiungibile persino dai mezzi di soccorso.

Nubes Comunicazione

L’allarme lanciato dal coordinatore di MareAmico, Claudio Lombardo, è durissimo. “Nell’imminenza dello scoppio della condotta, abbiamo avvisato l’ufficio regionale idrico che ha provveduto a bloccare l’erogazione, ma ormai il danno era stato fatto”, racconta Lombardo. L’acqua, fuoriuscendo con violenza, ha completamente allagato e distrutto l’unica via d’accesso alla riserva.

Da quel momento, è calato il silenzio. “Abbiamo chiesto un sopralluogo per ripristinare la strada da loro danneggiata, ma dopo una settimana nulla è stato fatto”, continua Lombardo. Un’inerzia che, in pieno luglio, assume i contorni di un rischio gravissimo. Con la strada impraticabile, l’intera riserva è di fatto isolata, inaccessibile non solo ai visitatori, ma anche e soprattutto ai mezzi antincendio, in un periodo dell’anno ad altissimo rischio roghi.

Di fronte a questo stallo, MareAmico lancia un appello formale al Sindaco di Agrigento e al Genio Civile. La richiesta è chiara: che si sostituiscano immediatamente al Consorzio di bonifica, l’ente ritenuto responsabile del danno, per ripristinare la strada in via d’urgenza. Un intervento “in danno”, le cui spese dovranno poi essere addebitate all’ente inadempiente.

La vicenda di Punta Bianca diventa così il simbolo di un territorio dalla bellezza tanto straordinaria quanto fragile, minacciato non solo dall’inciviltà o dai piromani, ma anche dall’inefficienza e da una burocrazia che non riesce a dare risposte tempestive. Un paradosso inaccettabile, in cui l’acqua, bene preziosissimo, diventa causa di distruzione e isolamento.

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