Nel cuore di Agrigento, Capitale Italiana della Cultura 2025, la tradizione si rinnova e si fa spettacolo. Il prossimo 17 dicembre, alle ore 18:00, gli storici spazi del Convento dei Padri Filippini in via Atenea diventeranno il palcoscenico di una doppia inaugurazione che promette di intrecciare la memoria epica della Sicilia con la spiritualitร del Natale. L’evento, curato dallโassociazione โSicilia Amara di Rosa Balistreriโ, segna un momento di rinascita per due eccellenze artistiche del territorio.
Il primo tassello di questa serata speciale riguarda l’universo cavalleresco: all’interno del Museo giร esistente, apre ufficialmente i battenti il nuovo “Teatro dei Pupi” del Maestro costruttore Carmelo Guarneri. Non si tratterร solo di un luogo di rappresentazione, ma di un vero presidio culturale pensato per le nuove generazioni. L’obiettivo รจ trasformare la contemplazione in azione: il teatro ospiterร laboratori didattici per tramandare l’arte manuale e narrativa dell’Opera dei Pupi, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanitร .
Carmelo Guarneri, fresco del premio “Eccellenza Siciliana” ricevuto lo scorso 22 novembre a Palazzo degli Elefanti a Catania, รจ l’anima di questo progetto. Artigiano autodidatta che segue la rigorosa “scuola palermitana”, Guarneri costruisce i suoi paladini interamente a mano, dedicando circa un mese di lavoro a ogni singola marionetta. Utilizzando legno di faggio per l’ossatura e metalli pregiati come rame e alpacca per le armature sbalzate, il Maestro ridร vita a Orlando, Rinaldo e ai Mori, che torneranno a combattere tra scenari dipinti e sipari di velluto, avvolgendo il pubblico in un’atmosfera d’altri tempi.
Contestualmente, il Convento ospiterร la riapertura de โI Luoghi del Caosโ. L’arte etnoplastica del Maestro Roberto Vanadia torna fruibile al pubblico dopo un attento restauro e un nuovo allestimento scenografico. Si tratta di un viaggio sensoriale pensato per il periodo natalizio: un presepe che trascende la classica rappresentazione statica per diventare un’esperienza immersiva. Tra luci soffuse e suggestioni tattili e uditive, l’opera di Vanadia racconta la nativitร attraverso gli occhi e la cultura siciliana, invitando i visitatori a una pausa di riflessione sugli antichi scalini del palazzo, riscoprendo il senso profondo delle radici e della comunitร .
