Agrigento celebra le sue radici più profonde e, nell’anno che la vede protagonista come Capitale Italiana della Cultura, tributa un doveroso omaggio ai custodi della sua identità artistica. L’Amministrazione Comunale, in sinergia con l’associazione “Sicilia Amara di Rosa Balistreri”, ha conferito un prestigioso riconoscimento speciale ai maestri Carmelo Guarneri e Roberto Vanadia, figure cardine per la conservazione e il rilancio delle tradizioni popolari siciliane.
La premiazione giunge a corollario di un doppio evento che sta riscuotendo un notevole successo di pubblico e critica presso il Convento dei Padri Filippini. Qui, grazie al supporto del sindaco Francesco Miccichè e dell’assessore Sandro Montalbano, hanno preso vita due percorsi espositivi di rara suggestione: il nuovo “Teatro dei Pupi”, sorto all’interno del museo curato dal costruttore Guarneri, e “I Luoghi del Caos”, la mostra etnoplastica di Vanadia recentemente restaurata e riallestita.
Per il sindaco Miccichè, il riconoscimento a Guarneri va oltre la semplice maestria artigiana: i suoi Pupi sono definiti “autentiche opere d’arte” che fungono da ponte tra passato e presente. Lavorando legno, metallo e tessuti con pazienza antica, Guarneri non si limita a costruire marionette, ma tramanda valori universali come onore e lealtà, rinnovando l’epica cavalleresca per le nuove generazioni senza mai tradirne l’essenza.
Allo stesso modo, il tributo a Roberto Vanadia sottolinea il valore sociale della sua opera. I suoi presepi e le sue installazioni sono descritti come un “gesto d’amore” verso la città dei Templi, capaci di restituire luce ai luoghi della memoria e di coniugare la tradizione con una visione contemporanea. L’assessore alla Cultura, Sandro Montalbano, ha ribadito come l’arte sia uno strumento imprescindibile di crescita sociale: premiare questi maestri significa consegnare ai giovani un patrimonio vivo, aiutandoli a comprendere le proprie origini attraverso la bellezza.
A sintetizzare lo spirito dell’iniziativa è Berta Ceglie, direttrice artistica dell’Associazione, che vede in queste due esposizioni “un respiro restituito alla città”. Dai cavalieri che tornano a calcare le scene per incantare i bambini, alle stradine luminose dei presepi che evocano un’infanzia perduta, Agrigento trova in Guarneri e Vanadia i narratori ideali per ricucire il filo tra memoria e futuro.
