Tragedia nella serata di sabato 20 settembre ad Agrigento, sul viale Emporium di San Leone. A perdere la vita è stato Marco Chiaramonti, 50 anni, volto noto in città: istruttore di tennis e padel, apprezzato per la professionalità sui campi, e in passato gestore di alcuni locali della movida che hanno animato il litorale agrigentino.
Secondo una prima ricostruzione, l’uomo stava viaggiando in scooter lungo il viale quando ha perso il controllo del mezzo ed è finito contro la vegetazione a ridosso del marciapiede. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche la presenza di un dosso non segnalato che potrebbe aver causato lo sbandamento. La dinamica resta comunque oggetto di accertamenti.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno tentato le manovre rianimatorie. Per Chiaramonti non c’è stato nulla da fare: il decesso è stato constatato sul luogo dell’incidente. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno effettuato i rilievi tecnici per definire con precisione le cause e l’esatta sequenza degli eventi. Per consentire le operazioni di soccorso e messa in sicurezza, il traffico sul viale Emporium è stato temporaneamente interdetto.
La notizia ha scosso la comunità. Chiaramonti era considerato una figura positiva del panorama sportivo locale: negli anni aveva formato decine di appassionati fra tennis e padel, promuovendo tornei e attività che avevano contribuito ad avvicinare i giovani alle discipline di racchetta. La sua esperienza nel settore della ristorazione e dell’intrattenimento lo aveva reso, inoltre, un punto di riferimento per molti operatori del quartiere balneare.
Un dolore che si somma a una ferita familiare mai rimarginata: dieci anni fa, in un incidente stradale a Menfi, era morto anche il fratello Gabriele. Un destino che torna a colpire la famiglia Chiaramonti, ora riunita nel cordoglio insieme a amici, allievi e colleghi.
Gli accertamenti dei carabinieri proseguiranno per stabilire eventuali responsabilità e verificare le condizioni della sede stradale nel tratto interessato. Resta il segno di una perdita improvvisa che priva Agrigento di un professionista stimato e di un animatore della vita sociale di San Leone.

